Non ci sono molte parole per descrivere lo spettacolo a cui ho assistito. Non so se i termini della lingua italiana siano capaci di descrivere quello che hanno visto i miei occhi e quello che hanno provato il resto dei miei sensi. E’ vero che era il mio primo concerto dei Bon Jovi! E’ vero che lo aspettavo da tanti anni! E’ vero che ho fatto un viaggio molto piacevole anche se stancante, ma è stato stupendo!!!!!!!! Alla seconda o terza canzone ho iniziato a rendermi conto che quel che vedevo era la realtà e non un sogno! Ho realizzato che stavo davvero guardando un concerto dei miei idoli! Tutti la! Jon, Richie, Tico e David! Ma non c’erano solo loro, ma anche tanta altra gente da tutta italia e dall’altra parte delle Alpi, uniti tutti dalla stessa passione! Uno stadio intero che cantava all’unisono! L’emozione di tante voci che cantano è indescrivibile!!!!
Una scaletta abbastanza semplice che però ogni canzone sembrava fatta apposta per me! Quando ho sentito le prime note di Radio Saved My Life Tonight stavo morendo! Poi una dopo l’altra le più belle canzoni dei Bon Jovi! La pioggia è venuta giù ed io pensavo “che mi frega? Sto guardando i Bon Jovi può venire anche una bufera! Basta che non mi porta via da qui!!! Potrei rimanere ore ed ore ad ascoltarli e cantare a squarciagola le loro canzoni”.
Ma le emozioni non le hanno provate solo i quarantamila e più presenti allo stadio Friuli, anche Jon & Co se ne sono andati con un bagaglio pieno di ricordi, gli otto anni di assenza in Italia hanno fatto si che i fan club organizzassero una coreografia di benvenuto. Coreografia che vista sulla carta sembrava abbastanza frivola e difficile da realizzare. Ma l’amore dei fan club ha fatto si che quella serata diventasse magica, togliendo il fiato anche a Jon che a fine canzone (e a più riprese nel concerto) non ha potuto far altro che ringraziare di cuore gli spettatori. La coreografia consisteva in una bandiera americana formata sulla tribuna coperta (alla sinistra del palco), una scritta “Jovi ” sulla tribuna alla destra del palco e un bel pò di bandiere italiane esposte dalle persone sul prato.
Così il concerto è andato avanti, canzone dopo canzone, successo dopo successo, speravo che si congelasse il tempo, speravo che quel concerto non finisse mai! Anche se dovevano fare 10000 volte la stessa canzone mi sarebbe bastato! Ero lì con tutto lo stadio, eravamo una cosa sola! Tutti per i Bon Jovi ed i Bon Jovi tutti per noi!
Alla fine arriva Livin’ on a prayer! Rivengono giù le lacrime! Pensavo “Cavolo a quasi trenta anni piango? Sarei un uomo? E’ dove sta scritto che gli uomini non piangono??? Perchè piango? Perchè sta per finire il concerto!!”
Ma comunque canto a squarciagola con quel poco di voce che mi rimane! La mia voce che si confonde con altre quarantamila! Qualcuno secondo me ha iniziato a cantare anche da fuori allo stadio, eravamo tantissimi! Tantissimi che assistevano ad un unico spettacolo! Uno spettacolo che stava per finire! Ma non finisce! C’è ancora tempo per una versione ridotta e acustica di Lie To Me, una fantastica Always come non la sentivo da tempo. Paragonabile (secondo me) alla versione studio! Stupenda!! Dicevo Jon ma hai cantato tutte queste canzoni! Ma da dove la trovi la forza per cantare Always??? E invece la trova e come! Da dove veniva fuori? Dal cuore? Dai polmoni? Eravamo noi che gli trasmettevamo forza? Non so! Ma è venuta fuori una performance fantastica e oramai piangevo quasi come un bambino!
Ci mancava l’ultimo regalo: Jon che guardava il resto della band con quell’espressione che diceva “che volete da me? Glielo devo! Non posso andar via così!!!” e così imbraccia nuovamente la chitarra e canta I Love This Town, canzone adatta solo per le occasioni speciali e per un pubblico speciale.
Ma le emozioni non le hanno provate solo i quarantamila e più presenti allo stadio Friuli, anche Jon & Co se ne sono andati con un bagaglio pieno di ricordi, gli otto anni di assenza in Italia hanno fatto si che i fan club organizzassero una coreografia di benvenuto. Coreografia che vista sulla carta sembrava abbastanza frivola e difficile da realizzare. Ma l’amore dei fan club ha fatto si che quella serata diventasse magica, togliendo il fiato anche a Jon che a fine canzone (e a più riprese nel concerto) non ha potuto far altro che ringraziare di cuore gli spettatori. La coreografia consisteva in una bandiera americana formata sulla tribuna coperta (alla sinistra del palco), una scritta “Jovi ” sulla tribuna alla destra del palco e un bel pò di bandiere italiane esposte dalle persone sul prato.
Così il concerto è andato avanti, canzone dopo canzone, successo dopo successo, speravo che si congelasse il tempo, speravo che quel concerto non finisse mai! Anche se dovevano fare 10000 volte la stessa canzone mi sarebbe bastato! Ero lì con tutto lo stadio, eravamo una cosa sola! Tutti per i Bon Jovi ed i Bon Jovi tutti per noi!
Alla fine arriva Livin’ on a prayer! Rivengono giù le lacrime! Pensavo “Cavolo a quasi trenta anni piango? Sarei un uomo? E’ dove sta scritto che gli uomini non piangono??? Perchè piango? Perchè sta per finire il concerto!!”
Ma comunque canto a squarciagola con quel poco di voce che mi rimane! La mia voce che si confonde con altre quarantamila! Qualcuno secondo me ha iniziato a cantare anche da fuori allo stadio, eravamo tantissimi! Tantissimi che assistevano ad un unico spettacolo! Uno spettacolo che stava per finire! Ma non finisce! C’è ancora tempo per una versione ridotta e acustica di Lie To Me, una fantastica Always come non la sentivo da tempo. Paragonabile (secondo me) alla versione studio! Stupenda!! Dicevo Jon ma hai cantato tutte queste canzoni! Ma da dove la trovi la forza per cantare Always??? E invece la trova e come! Da dove veniva fuori? Dal cuore? Dai polmoni? Eravamo noi che gli trasmettevamo forza? Non so! Ma è venuta fuori una performance fantastica e oramai piangevo quasi come un bambino!
Ci mancava l’ultimo regalo: Jon che guardava il resto della band con quell’espressione che diceva “che volete da me? Glielo devo! Non posso andar via così!!!” e così imbraccia nuovamente la chitarra e canta I Love This Town, canzone adatta solo per le occasioni speciali e per un pubblico speciale.
La scaletta è stata la seguente:
- Raise your hands
- You give love a bad name
- Blood on blood
- We weren’t born to follow
- Radio saved my life tonight
- It’s my life
- Captain crush and beauty queen from Mars
- We got it going on
- Bad Medicine/Pretty Woman/Shout
- Spanish Harlem
- Bed of Roses
- I’ll be there for you
- Who says you can’t go home
- I’ll sleep when I’m dead
- Love’s the only rule
- Have a nice day
- Keep the faith
- Dry county
- Wanted dead or alive
- In these arms
- Just older
- These days
- Livin’ on a prayer
- Lie to me
- Always
- I Love this town
Poi il viaggio di ritorno! Il ritorno alla normalità! Ad ogni passo mi allontanavo dallo stadio, da Udine… ma in me rimaneva e rimarrà per sempre il ricordo dello spettacolo più bello che abbia mai visto! Grazie ai Bon Jovi!! Grazie ai 40000 e più spettatori che hanno contribuito a rendere quella serata indimenticabile!!!!
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